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Comunicati stampa

30 Settembre 2009

In difesa dei diritti del pubblico

Il governo italiano ha deciso che l’industria culturale del nostro paese non ha diritto né a una politica economica e di sviluppo né ad alcun sostegno pubblico. Ha deciso cioè che in questo gravissimo momento di crisi economica, mentre tutti i paesi del mondo investono le loro risorse in ricerca e sviluppo, l’Italia può fare a meno del potenziale dei propri talenti creativi e della ricchezza di un settore strategico per l’economia, la democrazia e l’identità culturale. E’ bene che tutti sappiano che, per quanto riguarda il cinema, mentre la Gran Bretagna investe 277 milioni di sterline e la Francia ha elevato il proprio sostegno all’industria audiovisiva a 513 milioni e 620 mila euro, l’Italia ha destinato quest’anno all’attività cinematografica soltanto 11 milioni e 446 mila euro.
L’equivalente del costo medio di due film francesi.

Siamo in assenza totale di regole capaci di creare un mercato, di regolarne il libero accesso, di tutelarne l’indipendenza dal potere politico e di garantire ai lavoratori le minime tutele sociali e sindacali.
In questo contesto anche il sostegno pubblico alla produzione artistica è da oggi sostanzialmente cancellato.Dove la democrazia vive del pluralismo e della differenza di opere, opinioni e rappresentazioni del reale, oggi in Italia il governo Berlusconi vuole mettere a tacere tutte le voci libere del paese.
Il cinema, il teatro, la musica, le arti figurative e la danza sono i luoghi dell’espressione più difficilmente controllabili e condizionabili. Per questo li si vuole morti. Questo è il senso e la ragione dei tagli al FUS e degli apocalittici ritardi di quelle riforme di sistema che attendiamo da decenni. Il pubblico italiano e internazionale avrà da oggi meno opere: meno film, meno spettacoli, meno concerti, meno arte visiva. Meno cultura, meno spirito critico e dunque meno libertà. Chiediamo il vostro sostegno e la vostra solidarietà affinché il mondo sappia che i lavoratori, gli autori e gli artisti dello spettacolo italiano saranno presenti alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia per protestare contro un governo che ha dichiarato guerra ai diritti del pubblico e alla democrazia.

MoVem09
Movimento Emergenza cultura, spettacolo, lavoro
MoVem09 rappresenta gli autori di cinema, di teatro e di televisione, gli attori, i musicisti, i danzatori e i coreografi, gli scrittori, gli agenti e tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura, della ricerca e dell’informazione.