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Comunicati stampa

02 Agosto 2014

Equo compenso, dopo la Apple anche Samsung aumenta i prezzi. Linea dura delle Associazioni dell'audiovisivo

Le associazioni degli autori scendono nuovamente in campo per la difesa della cultura italiana a fianco del Ministro Dario Franceschini che sta subendo in queste ore un duro attacco da parte dei produttori di supporti tecnologici per aver adeguato le tariffe sull'equo compenso per copia privata. Dopo la decisione di Apple di aumentare il prezzo dei suoi dispositivi anche il colosso Samsung ha infatti deciso di seguire questa strada.

Le associazioni degli autori - 100AUTORI, ANAC, ART, ASIFA e DOC/IT - hanno ribadito che è necessario sostenere un decreto di fondamentale importanza per la cultura di questo paese e ricordano che, nonostante l’introduzione dell'equo compenso sull'acquisto di tablet e smarthphone venisse a suo tempo presentata dalle case produttrici come gravemente lesiva delle vendite, di fatto non ha inciso minimamente sulla diffusione di questi dispositivi - che anzi ha conosciuto un incremento costante - e ritengono sostanzialmente scorretto, dati gli enormi guadagni dichiarati da queste società, che Apple e Samsung facciano ricadere il prelievo (sempre molto basse rispetto a quelle di altri paesi europei ) sul consumatore.

La creatività è uno dei beni più importanti di cui disponiamo, per questo è necessario far capire e spiegare con chiarezza che l'adeguamento dell'equo compenso non è una tassa ma una legittima retribuzione al lavoro autoriale - come ha stabilito la corte di giustizia europea in numerose sentenze - e che senza i contenuti audiovisivi gli smartphone sarebbero scatole vuote poco attraenti per il consumatore stesso.

Le associazioni dell'audiovisivo ringraziano quindi il ministro Franceschini per aver sposato fino in fondo la giusta rivendicazione degli autori approvando il decreto e adeguando le tariffe e, nel contempo, si mettono a disposizione del suo dicastero per elaborare la messa a punto di nuovi strumenti e meccanismi per reperire le risorse necessarie alla produzione di cinema e di audiovisivo di qualità.

Chi sfrutta il cinema e l’audiovisivo deve contribuire a finanziarli, come avviene in tutte le nazioni democratiche e mature.