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Comunicati stampa

25 Febbraio 2015

Messaggio di Francesco Bruni - Assemblea dei Soci 100autori

Innanzitutto, scusatemi se in questo intervento farò molto ricorso al pronome di prima persona singolare. Trattandosi di un’associazione, sarebbe stato opportuno usare il “noi”, ma quello che devo dirvi riguarda soprattutto – come vedrete –una prospettiva del tutto soggettiva. Parlo quasi esclusivamente a mio nome, insomma.

Ho deciso di rinunciare all’incarico di presidente dell’associazione; o meglio, di non mettermi a disposizione del nuovo direttivo per il rinnovo di questa carica.

Quando, due anni fa, ho accettato questo ruolo, ero perfettamente consapevole di non essere la persona più adatta per ricoprirlo. Anche senza considerare il fatto che succedevo ad un collega ed amico di indiscutibile carisma come Stefano Rulli, ero quasi totalmente impreparato alle questioni che avrei, che ho poi dovuto affrontare. Ho accettato per spirito di servizio, diciamo, e perché nessun altro collega di maggior peso e notorietà si rendeva disponibile per l’incarico.

Sono stati due anni per me straordinari, grazie alle persone con cui ho lavorato: io non ho la preparazione e la disponibilità di Maurizio, l’infinita pazienza di Michele, la saggezza bonaria di Mimmo, l’intelligenza politica di Giambattista e Daniele, il savoir faire internazionale di Giacomo, la verve di Stefania, l’idealismo giovanile di Luca, la bontà d’animo di Cosimo, la grazia e la determinazione di Concetta, ma ho tutte queste cose, perché le hanno loro. A me la retorica non piace, ma io credo che queste persone meritino il vostro plauso, perché non si sono risparmiate mai, ci hanno messo tempo e passione, e in cambio possono ricevere solo la vostra gratitudine e il vostro affetto.

(E per smorzare subito ogni accenno di retorica, vi dico anche che oltre al plauso ci farebbe molto piacere se voleste darci anche il vostro contributo economico. Il tesseramento va a rilento, le spese di gestione crescono, e abbiamo davvero urgente bisogno del vostro supporto anche in questo senso. Per cui, mano al portafogli, su! Come hanno fatto Carlo ed Enrico Vanzina, che dopo la vittoria a seguito dell’arbitraggio con la Rai fecero una cospicua donazione).

Con l’aiuto di queste persone - e mettendoci del mio anche un certo impegno - sono riuscito a colmare in parte le mie lacune: ho studiato documenti, regole e leggi, ho partecipato a convegni e, quando proprio le cose faticavano ad entrarmi nella testa, ho preso ripetizioni private, gratuite, beninteso. In questi due anni ho imparato di più sulla macchina cinema che nei precedenti venti e passa da professionista del settore.

Dunque, alla fine, in questo senso credo di aver fatto il mio dovere. Spero che mi promuoverete, o tutt’al più mi consentirete di rimediare a settembre in qualche materia minore tipo Agcom o Quote di Programmazione. Ma insomma, ad essere ferrati in tutto si rischia anche di diventare antipatici!

Eppure, riguardo ad un altro scopo per cui ho accettato questo incarico, mi boccio da solo, diciamo così.

Mi spiego: questa associazione deve rappresentare tutti i nostri colleghi; deve tenere insieme autori televisivi e cinematografici; il giovane desideroso di trovare spazio, il collega più maturo e già consolidato, o che magari attraversa un momento di difficoltà; e l’autore affermato, che raccoglie incassi, audience, premi.

Fra queste categorie esiste purtroppo esiste un pregiudizio reciproco, che definirei tutto italico: da una parte ci si dimentica ingiustamente che il successo e la libertà artistica sono conquiste difficili e meritate; dall’altra si tende a dare per scontato che chi non le ha raggiunte debba attribuire la responsabilità soprattutto a se stesso.

Sono ambedue convinzioni antipatiche e grossolane, che trovano terreno di coltura in un sistema chiuso ed asfittico, che presenta ancora troppe storture: nel reperimento dei finanziamenti, nella distribuzione, nell’attuale assetto delle sale, nelle scelte culturali di chi dirige le nostre televisioni, producendo contenuti nei quali siamo i primi a non riconoscerci. Storture che inibiscono il coraggio, la creatività, la varietà del prodotto, l’innovazione; che rendono difficile l’accesso per chi intraprende questo mestiere; e spingono chi ha raggiunto una posizione ad arroccarsi sulle proprie certezze, faticosamente conquistate. Storture contro cui cerchiamo di porre rimedio da anni, con grande dispiego del nostro tempo, a volte con successo, a volte portando a casa solo frustrazioni.

La mia vera mancanza è stata proprio questa: non essere riuscito a conciliare le diverse anime della nostra associazione; non aver convinto molti colleghi e amici (alcuni qui presenti, molti, non a caso, assenti) che le questioni che stiamo affrontando sono importanti anche per loro; e che in ogni caso, quello di spendersi per i colleghi meno visibili, di aprire loro la strada non è un dovere: è un privilegio, un onore che molti importanti colleghi stranieri accettano come tale, e a cui dedicano la stessa passione che mettono nelle loro creazioni artistiche. La leadership a mio parere è fatta appunto proprio di questo: di personalità, di talento, certo; ma anche della capacità, della volontà di mettere le proprie qualità a disposizione degli altri. Un’associazione come la nostra deve contare sull’appoggio di tutti, se vuole farsi veramente sentire. Spinta e traino: solo così si viaggia veloci.

Dunque, auspico vivamente che gli autori più in vista fra di noi decidano di dare il contributo al nostro lavoro, nella forma che vorranno; ma fondamentalmente spero e ritengo necessario che il nuovo direttivo conti fra i suoi membri anche alcuni di loro, che ci aiutino a condividere gli impegni delle tante battaglie che stiamo combattendo e ad ottenere una maggiore visibilità in occasione delle stesse.

Se questo dovesse succedere, rinuncerò volentieri alla mia rinuncia, e mi renderò nuovamente disponibile per ricoprire l’incarico di presidente, qualora ovviamente il direttivo decida di confermarmi. In caso contrario, darò comunque la mia disponibilità a far parte del direttivo stesso, per contribuire a proseguire l’importante lavoro che abbiamo svolto in questi anni.

Siamo gli autori di un cinema che è fra i più importanti del mondo, di una televisione che lo è stata e tornerà presto ad esserlo, ne sono sicuro. Dobbiamo essere rappresentati da una grande associazione, che susciti l’attenzione ed il rispetto che meritiamo. Perché questo cinema, e quella televisione, senza di noi non esisterebbero.

Grazie a tutti.

Francesco Bruni