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Comunicati stampa

21 Ottobre 2015

Solidarieta'al regista Keywan Karimi

L'associazione 100autori esprime profondo sconcerto e preoccupazione per ciò che sta accadendo al regista iraniano Keywan Karimi, condannato lo scorso 11 ottobre dal tribunale di Teheran a sei anni di carcere e 223 frustate con l’accusa di aver offeso le istituzioni sacre dell’Iran.

Questo caso- che ricorda quello dell'iraniano Jafar Panahi o del regista ucraino Oleg Sentsov recentemente accusato di terrorismo in Russia - oltre a rappresentare l'ennesimo attacco alla libertà di espressione risulta particolarmente ingiustificato perchè anche l’Università di Teheran ha sempre sostenuto il lavoro di Karimi.
In attesa dell’esito del ricorso in appello, il regista non è stato ancora incarcerato, ma queste potrebbero essere le sue ultime settimane di libertà.

Per questa ragione chiediamo al governo italiano - che riconosce la libertà di manifestare il proprio pensiero e permette ad ogni autore di esprimere liberamente le proprie idee - di rivolgersi alle autorità politico-istituzionali iraniane e scagionare Karimi.

La libertà di espressione è base fondamentale per qualsiasi uomo e 100autori non può tollerare in silenzio questa palese ingiustizia ai danni di un collega e di quei tanti altri cineasti, più giovani e meno noti, che da tempo subiscono, in Iran come in altri paesi, la stessa censura e la stessa violenza.

L'impegno è di mantenere alta l’attenzione sul caso Karimi e invitare tutti professionisti dell'audiovisivo e i cittadini a firmare la petizione online per chiedere al governo iraniano di riconsiderare la sentenza, certi che in tanti riusciremo ad ottenere che il nostro collega sia nuovamente un cittadino e un regista libero.

Firma la petizione:

https://secure.avaaz.org/en/petition/Hassan_Rouhani_Honourable_President_the_Islamic_Republic_of_Iran_Please_reconsider_the_sentence_that_Keywan_Karimi_has_b/?fhpYQjb&pv=2