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Comunicati stampa

28 Gennaio 2011

Leggete, stampate, firmate e inviate al Ministero

 

All'attenzione della segreteria del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali

con la presente chiedo che il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi rassegni con effetto immediato le proprie dimissioni, essendosi dimostrato totalmente inadatto al suo incarico di governo.

 

Nel suo ruolo di ministro egli non solo non ha saputo o voluto battersi per una politica economica che identificasse nei diversi settori dei beni e delle attività culturali il volano per la crescita del nostro paese, ma si è altresì dimostrato incapace di difendere le già magre risorse che lo stato investiva per la produzione, la promozione e la conservazione della cultura italiana.
Così, invece di sfruttare l’enorme potenziale in termini di crescita economica, civile e democratica rappresentato dalla cultura, il ministro Bondi ha preferito assistere in silenzio al taglio orizzontale delle risorse operato dal ministro Tremonti. Anzi, si è perfino premurato di cercare di giustificare quei tagli presentandoli come una spinta all’ottimizzazione delle risorse, laddove risulta evidente che i tagli a pioggia, lungi dal prevenire gli sprechi, vanno al contrario a colpire in maniera fatale le realtà più deboli e bloccano quei pochi meccanismi virtuosi che si stavano faticosamente mettendo in moto, come ad esempio il tax credit per l’industria cinematografica.
Dopo aver più volte garantito il proprio impegno a reintegrare le risorse per lo spettacolo e i beni culturali, il ministro si è dimostrato clamorosamente incapace di ottenere quanto promesso in sede di legge finanziaria, né sembra intenzionato a battersi affinché alcune misure che assicurerebbero quantomeno una minima susistenza al settore (rinnovo prolungato di tax credit e tax shelter, revoca del divieto ad investire in cultura per gli enti locali, reintegro del FUS a livelli appena accettabili, reintegro dei fondi per la conservazione del patrimonio artistico…) siano inserite nel cosiddetto “decreto milleproroghe” in votazione nei prossimi giorni.
Durante questi anni, Sandro Bondi ha mancato al suo dovere di ministro sottraendosi sistematicamente ad un confronto serio e costruttivo con i lavoratori e gli operatori del settore culturale, rifiutandosi di incontrare le associazioni di categoria e anzi non perdendo occasione per insultare e attaccare esponenti dello spettacolo e della cultura o addirittura interi comparti del settore. Il ministro Bondi è arrivato persino ad ignorare i lavori parlamentari. Ben due leggi, relative al riordino dei settori dello spettacolo dal vivo e dell’audiovisivo, sono state oggetto di un lungo e articolato dibattito nelle commissioni parlamentari competenti, ma sono poi rimaste lettera morta anche a causa della colpevole opposizione del ministro Bondi che ha preferito calare dall’alto dei progetti di riforma appena abbozzati che rivelano quanto poco interesse egli mostri per il suo dicastero.
L’ultima, e non certo meno grave colpa del ministro Bondi è stata quella di essersi reso direttamente responsabile di manovre poco trasparenti e profondamente lesive dell’immagine del suo dicastero come il caso Bonev.
Per tutte queste ragioni ritengo che sia mio diritto e dovere in quanto cittadino italiano di chiedere che Sandro Bondi rimetta al più presto il proprio incarico nelle mani del Presidente della Repubblica affinché il Ministero per i Beni e le Attività Culturali possa essere quanto prima affidato a qualcuno che sappia meglio di lui assolvere a questo importantissimo ufficio.