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Comunicati stampa

29 Gennaio 2011

Risposta alle dichiarazioni espresse da Carlo Bernaschi, Presidente Anem in merito all'ipotesi di un prelievo sul biglietto o tassa di scopo.

“Le ipotesi di prelievo coatto sul biglietto sono l’ecatombe dell’esercizio cinematografico”
Le parole del presidente dell’ANEM, l’associazione che rappresenta il settore più florido ed in espansione dell’esercizio cinematografico, ci porta a dire che “nessun prelievo decreta l’ecatombe del cinema italiano tutto”.
Non chiediamo certo di essere lungimiranti, ma non possiamo assistere in silenzio alla unilaterale ed egoistica rivendicazione di una delle più potenti lobby del cinema italiano, quella stessa lobby che qualche anno fa ricevette il dono dell’eliminazione della tassa sul biglietto, a cui non fece mai seguito alcuna riduzione del prezzo degli ingressi al cinema. Quella stessa lobby, senza che nessuna associazione di difesa dei consumatori insorgesse, ha unilateralmente decretato l’aumento del biglietto per i film in 3D, che peraltro sono al momento esclusivo appannaggio della cinematografia di oltreoceano.
100Autori continua a ripetere che per prima cosa è il Governo a dover ritrovare le risorse che mancano alla produzione italiana, e che il ministro Bondi si è personalmente impegnato a reintegrare, pena le sue dimissioni. Attendiamo che la ritrovata fiducia nei suoi confronti lo faccia sentire così forte da pretendere dal Ministro Tremonti e dal Capo del Governo le cifre su cui si era precedentemente impegnato.
Ma non accettiamo da nessuno unitarie dichiarazioni di indisponibilità ad affrontare, in maniera equa, moderna, europea, il problema del reperimento di risorse che provengano da chi il cinema lo usa e lo cannibalizza, per contribuire a finanziare la produzione.
Va certo interessata tutta la filiera, da coloro che vengono indicati dal dott. Bernaschi, fino alla grande e piccola catena distributiva. Tutti devono contribuire a ridare a chi il cinema lo fa le risorse per continuare ad esistere, ed a produrre quei film italiani che stanno oggi più che mai facendo quadrare i conti anche degli esercenti.
Vorremmo dall’Anem la stessa pronta attenzione verso fenomeni di concentrazione della proprietà e del controllo delle sale, che sta portando oggi alla scomparsa delle sale dei centri storici, e verso una progressiva diminuzione del pluralismo del prodotto, a danno in primo luogo dei cittadini utenti di cinema.
100 Autori ripete l’invito rivolto anche in questi giorni a sedersi intorno ad un tavolo per trovare, tutti insieme, la giusta soluzione al problema delle risorse per il cinema, che senza alcuna intervento e senza la generosità intelligente e lungimirante di tutti i rappresentanti della filiera, raggiungerà prestissimo quell’ecatombe annunciata dall’ANEM.

 

COMUNICATO STAMPA DELL'ANEM
28 gennaio 2011


BERNASCHI (ANEM): NO A PRELIEVI SUL BIGLIETTO DEL CINEMA
Sarebbero l’ecatombe dell’esercizio. Si recuperino risorse su settori più floridi


“Le ipotesi di prelievo coatto sul biglietto sono l’ecatombe dell’esercizio cinematografico”. E’ questa la dura risposta di Carlo Bernaschi, presidente Anem, associazione nazionale esercenti multiplex, alle nuove voci di un prelievo sul biglietto o tassa di scopo uscite in questi giorni.

“Il cinema - continua Bernaschi - e' un settore industriale e non un servizio di pubblica utilità e pertanto non può essere alimentato e sostenuto da imposizioni fiscali all'anello più debole della filiera. L'esercizio cinematografico si regge su esili equilibri fra costi e ricavi e pertanto, ulteriori aggravi finanziari, provocherebbero o l'aumento del biglietto (e quindi una diminuzione di spettatori) oppure verrebbero riversati sulle sue fragili economie. In entrambi i casi potremmo assistere alla chiusura di aziende ed al licenziamento di centinaia di lavoratori. L’Anem contrasterà in ogni sede e con tutti gli strumenti a sua disposizione ogni eventuale imposizione o aggravio per le aziende rappresentate”.

“Tra l’altro – osserva ancora Bernaschi - l’esercizio è solo una parte, forse la più visibile ma sicuramente la meno redditizia, di tutta la filiera cinematografica. Se davvero si vogliono recuperare risorse aggiuntive si vadano ad interessare i settori più floridi e redditizi: dalla telefonia alle televisioni, e si abbia il coraggio di chiedere a questi soggetti di sostenere il cinema italiano, senza se e senza ma”.

“Oggi – conclude il presidente dell’Anem - in tanti utilizzano la parola “cinema” ma solo alle sale ed agli spettatori viene richiesto di sostenere uno sforzo che non gli compete”.