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piemonte

02 Maggio 2012

SALVIAMO I LAVORATORI DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO IN VIA DI ESTINZIONE

I lavoratori della cultura e dello spettacolo contribuiscono allo sviluppo economico e sociale del paese.
In Piemonte gli occupati nel settore culturale sono oltre 30.000 che, considerando tutto l’indotto generato (commercianti, albergatori, ristoratori, ditte di trasporto, tipografie, copisterie, negozi di video e fotografia, librai, artigiani, baristi, esercenti cinematografici, responsabili di radio e tv, pubblicisti e pubblicitari, commercialisti, editori, ecc.) raggiungono i 250.000 addetti.
Il Turismo, che negli ultimi anni ha visto nella nostra regione un incremento del 43% di presenze, rivela un crescente peso dell’attrattiva culturale. Circa il 50% dei turisti, infatti, dichiara di scegliere il Piemonte per la qualità dei beni e dell’offerta artistica e culturale.
Eppure la spesa regionale per la cultura nel 2011, dopo i pesanti tagli effettuati, è stata pari allo 0,31% del bilancio totale, con un esborso pro-capite annuo a carico del singolo cittadino che non raggiunge i 15 euro!!
I nuovi tagli annunciati dal Comune di Torino assesteranno un duro colpo a tutto il settore: per ora 2,6 milioni di euro in meno, che dovranno arrivare a 5 milioni in meno, sottratti a tutti gli enti di eccellenza (Teatro Stabile, Teatro Regio, Museo del Cinema, Salone del Libro, Musei civici, Festival, Film Commission, ecc.). Solo La Film Commission, che aiuta le produzioni cinematografiche a investire, e creare lavoro, in Piemonte, subirà un taglio di quasi il 60% del budget!
SONO PERTANTO A RISCHIO DI ESTINZIONE:
attori, tecnici, comparse, elettricisti, macchinisti, costumisti, trovarobe, scenografi, truccatori, parrucchieri, sarte, segretari e direttori di produzione, stagisti, assistenti alla regia, direttori di casting, location manager, addetti al catering, segretarie di edizione, autisti, fonici, montatori video e montatori del suono, doppiatori, musicisti, cantanti, conduttori di radio e tv locali, bibliotecari, animatori, danzatori, coreografi, assistenti e direttori di scena, tecnici delle luci, registi di cinema, di teatro, di documentari, fotografi, operatori, scrittori, sceneggiatori, organizzatori culturali, di mostre, di rassegne, di eventi, di festival, addetti ufficio stampa, impiegati amministrativi, grafici, disegnatori....
Sono lavoratori abituati alla flessibilità e alla precarietà, alle prese con un lavoro saltuario che non offre garanzie. Ma è un lavoro che amano, che hanno scelto per passione.
In nome della crisi hanno accettato pesanti sacrifici. Ma ora è in gioco la loro sopravvivenza.
Una politica di soli tagli indiscriminati è una politica miope, che penalizza un settore vitale come quello della cultura e dello spettacolo, un patrimonio comune da tutelare, un bene pubblico. Una risorsa su cui investire e non una spesa.
I lavoratori dello spettacolo e della cultura