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21 Aprile 2017

Risolta la questione del tetto agli artisti Rai.

Fonte primaonline - Risolta la questione del tetto agli artisti Rai. Giacomelli a Viale Mazzini: “piena legitimità della tesi che non include nel limite i contratti caratterizzati da prestazioni di natura artistica”. Spetta al Cda stabilire la natura artistica della prestazione –

DOCUMENTO Nella lettera inviata stamane dal sottosegretario al Mise, Antonello Giacomelli, a presidente e dg Rai, in risposta ad una richiesta di una “interpretazione puntuale” avanzata dalla stessa Rai, il ministero di Via Veneto sottolinea che il parere dell’Avvocatura dello Stato (che infatti viene allegato) “conferma la piena legitimità della tesi che non include nel perimentro di applicazine del limite i contratti caratterizzati da prestazioni di natura artistica”.  Poi aggiunge però: “Detto quindi che il parere dell’Avvocatura risolve il tema da voi sollevato, preme ribadire ancora una volta che questo non esonera gli organi di Rai dal dovere, richiamato anche dalle normedella legge 220/2015, di individuare, in un organico piano, criteri e parametri per la corretta e chiara individuazione dei ‘contratti con prestazione di natura artistica’, dei meccanismi di determinazione della loro retribuzione e del loro valore in relazione agli obiettivi del piano editoriale”. Il Mise evidenzia che “la stessa Avvocatura, infatti, in conclusione del parere, sottolinea che ‘si intende che nei casi concreti spetterà ai competenti organi gestionali della concessionaria (quindi il Cda Rai, ndr.) valutare, nella propria autonoma responsabilità, se la prestazione abbia effettivamente natura artistica”. E invita la Rai alla stesura in tempi brevi di criteri precisi sul tema: “Appare quindi necessaria, considerato anche il tempo trascorso – si legge infatti nelal lettera di Giacomelli – la sollecita definizione ed approvazione di organici criteri indispensabili sia per indirizzare i processi di gestione in un contesto strategico che per rispondere alla diffusa esigenza di render chiaro il senso ed il valore delle singole scelte”. “Insieme al piano industriale, al piano editoriale, agli indirizzi per la politica finanziaria e per quella del personale, questo piano concorrerà a formare il ‘quadro di piani e direttive’ a cui secondo l’ordinamento la gestione deve far riferimento nella propria azione”, conclude. Ecco il testo della lettera del sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli arrivata oggi alla Rai e con il parere dell’Avvocatura dello Stato sull’interpretazione della legge 19812016 in materia di limite ai compensi. “A fronte della vostra richiesta di ‘una interpretazione puntuale’ della norma – si legge – il Governo si è tempestivamente attivato, richiedendo in proposito l’autorevole intervento dell’Avvocatura dello Stato. Il parere reso dall’Avvocatura, qui allegato, conferma la piena legittimità della tesi che non include, nel perimetro di applicazione del limite i contratti caratterizzati da prestazioni di natura artistica. Detto quindi che il parere dell’Avvocatura risolve il tema da voi sollevato, preme ribadire ancora una volta che questo non esonera gli organi di Rai dal dovere, richiamato anche dalle norme della legge 220/2015, di individuare, in un organico piano, criteri e parametri per la corretta e chiara individuazione dei ‘contratti con prestazioni di natura artistica’, dei meccanismi di determinazione della loro retribuzione e del loro valore in relazione agli obiettivi del piano editoriale. La stessa Avvocatura, infatti, in conclusione del parere, sottolinea che ‘si intende che nei casi concreti spetterà ai competenti organi gestionali della Concessionaria valutare, nella propria autonoma responsabilità, se la prestazione abbia effettivamente natura artistica’. Appare quindi necessaria, considerato anche il tempo trascorso, la sollecita definizione ed approvazione di organici criteri indispensabili – si sottolinea – sia per indirizzare i processi di gestione in un contesto strategico che per rispondere alla diffusa esigenza di render chiaro il senso ed il valore delle singole scelte. Insieme al piano industriale, al piano editoriale, agli indirizzi per la politica finanziaria e per quella del personale, questo piano concorrerà a formare il “quadro di piani e direttive” a cui secondo l’ordinamento la gestione deve far riferimento nella propria azione”.