Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK
Vai al contenuto

100autori.it - Centoautori del cinema italiano

100autori

Come iscriversi all'Associazione

La procedura per iscriversi è molto semplice, basta compilare ed inviare uno dei due moduli che troverete nella sezione iscrizioni e pagare la quota associativa annuale.

Cerca nel sito

100autori network

Notizie

14 Novembre 2017

Rai. Ecco la bozza del Contratto di servizio 2018-2022 al vaglio della Commissione di Vigilanza.

Fonte primaonline - IN RICERCHE, STUDI E COMUNICAZIONI ISTITUZIONALI IL TESTO INTEGRALE -E’ l’atto istituzionale e politico più importante dell’attuale Cda risultato della trattativa tra il governo e la Rai - che ora dovrà acquisire il parere obbligatorio e non vincolante della Commissione di Vigilanza per concludere il suo iter. - Il documento è particolarmente importante perché è il primo Contratto dopo il rinnovo della Concessione di servizio pubblico e impone alla Rai tra le questioni in primo piano ‘ l’obbligo di presentare entro sei mesi dall’entrata in vigore dei questo atto un piano industriale con obiettivi di efficienza e un piano editoriale con la rimodulazione dei canali e, non ultimo, il piano dell’informazione col riassetto delle testate, La Rai inoltre dovrà preparare anche il progetto di un canale in lingua inglese. Questo Contratto è forse l’atto istituzionale e politico più importate dell’attuale Cda della Rai. Per questo i Consiglieri si sono risentiti per aver avuto il testo solo poche ore prima di essere chiamati a votarlo, il 26 ottobre scorso. Il testo ha avuto il via libera, ma con Franco Siddi e Giancarlo Mazzucca che si sono astenuti. Siddi ha motivato l’astensione per lo squilibrio tra i maggiori impegni della Rai e l’indeterminatezza della risorse pubbliche a disposizione. nche la consigliera dem Rita Borioni pur votando “sì” ha rilevato l’assenza una quantificazione delle risorse. “Non basta affermare solo il principio della triennalità del finanziamento se non si sa quale è la base di partenza del finanziamento”. “Così come non è per niente convincente il principio all’art.19 in cui si afferma che la Rai si finanzia con una quota del canone” dice Siddi. “La questione è delicata: ci sono nuovi pesanti e giusti oneri per la Rai, a cominciare dall’estensione della copertura del segnale al 100% della popolazione. Ma tutto questo – prosegue il consigliere - comcoporta dei costi che non risultano quantificati qui, ma è tutto rimandato a momenti successivi e alla speranza che ci siano provvedimenti ad hoc a parte. Ma allora occorrerà trovare una norma di garanzia”. Altro tema su cui si riflette è l’obbligo per la Rai di cedere i propri contenuti a tutte le piattaforme che li richiedano attraverso “negoziazioni eque e trasparenti”. Una norma così generica non rischierà di svalorizzare i contenuti della Rai che tutti bramano di avere nei propri bouquet? Siddi sottolinea: “ Ho il dubbio che la Rai si trovi ad essere un negoziatore che parta in svantaggio di fronte a monopolisti. Sul satellite opera solo Sky che può arricchire il suo bouquet. La Rai ne avrà anche qualche vantaggio di ritorno, ma minimo perché in queste condizioni rischia di avere poco forza contrattuale. Così pure c’è il rischio che si apra un’autostrada per gli Ott”.