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02 Luglio 2018

Leone: l'Italia si muova per fronteggiare gli Ott.

Fonte primaonline - “Dalla Germania e dalla Francia le prime importanti iniziative per fronteggiare Netflix ed Amazon. L’Italia per ora guarda. Ma potrebbe ispirarsi a loro e organizzarsi con nuove alleanze?”. A scriverlo su Twitter il presidente dell’Associazione Produttori Televisivi, Giancarlo Leone. Rilanciando un suo intervento sul blog Q10Media, Leone ricorda che “in Germania, ProSiebenSat 1, secondo gruppo televisivo europeo con base a Unterfohring in Baviera, e Discovery Communication (USA) hanno annunciato un accordo per una piattaforma comune a pagamento” e che “in Francia, France Télévision (il gruppo pubblico televisivo), TF1 (il principale canale tv privato) e M6 (altro concorrente privato) hanno annunciato di voler dare vita a ‘Salto’, piattaforma on demand a pagamento”. Secondo Leone, elemento comune tra questi progetti è la “necessità di dare una risposta alla presenza sempre più massiccia delle grandi piattaforme internazionali (tra cui spiccano Netflix ed Amazon Prime Video) che cumulano centinaia di milioni di abbonati nel mondo e investono in prodotto circa 10 miliardi di dollari l’anno”. “L’attività delle OTT (Over the Top) è sempre più seguita sulle smart tv oltre che sugli altri device e impensierisce giustamente i canali tradizionali di produzione e distribuzione televisiva che in Europa si alleano per rispondere con nuovi modelli industriali e di business alla sfida commerciale di Netflix ed Amazon”, spiega il presidente Apt, ricordando come “nel frattempo Disney avrà completato l’acquisto di Fox ed altre concentrazioni internazionali sono in vista”. “Alleanze e strategie per affrontare le nuove sfide nel settore dei contenuti multimediali ed audiovisivi sono diventate dunque una priorità”. Ma, rileva ancora Leone, “per il momento non si hanno segnali nel nostro Paese di attività simili a quelle annunciate in Germania ed in Francia”. “L’Italia ha accumulato ritardi infrastrutturali storici in questo settore (ad esempio il cavo rispetto al segnale prima analogico e poi digitale satellitare e digitale terrestre). L’auspicio è che ora guardi avanti e non resti per ultima ad interrogarsi su come fronteggiare il nuovo che avanza”. “La televisione generalista – conclude – tiene ancora le posizioni, così come l’offerta pay satellitare, ma entro pochi anni la rivoluzione dei contenuti e della modalità di visione (si pensi soltanto al successo del ‘binge watching’) farà sentire ancora di più i suoi effetti, e quando succederà potrebbe essere troppo tardi”.